Media: I poveri vittime della Coppa del mondo

30 03 2010

Pubblichiamo il messaggio diffuso il 25 marzo dalla rete Western Cape Anti Eviction Campaign

Source: Carta Clandistino

I poveri del Sudafrica hanno dato mandato ai leader dei movimenti della società civile, come la Campagna anti-sgomberi, Abahlali baseMjondolo, il Movimento dei senza terra, Sikhula Sonke, il Forum anti-privatizzazione ecc., affinché si facciano portavoce delle istanze dei più poveri. Non ci hanno dato mandato di sostenere i partiti politici e i loro programmi elitari.

I poveri che costituiscono i membri militanti dei nostri movimenti vogliono che diciamo al mondo che in Sudafrica sono trattati come terroristi e criminali. Ogni giorno i nostri membri subiscono intimidazioni, vessazioni, arresti e torture. E siamo stanchi di essere trattati come cittadini di seconda classe.

Il viaggio di due membri della Campagna anti-sgomberi in Germania, Scozia e Svizzera, su invito di attivisti di questi Paesi, rientra negli sforzi di raccontare al mondo la nostra lotta.

Saremo presenti al lancio di un nuovo film documentario intitolato When the Mountain Meets its Shadow (Quando la montagna incontra la sua ombra). Durante la nostra visita in Europa noi, i poveri che vivono nell’ombra delle montagne di Cape Town, incontreremo e parleremo con chi in Europa è povero e oppresso e sta lottando. Ci scambieremo esperienze e discuteremo la nostra lotta.

Una delle cose che spiegheremo chiaramente durante il nostro viaggio è che la Coppa del mondo di calcio, in Sudafrica, non reca alcun beneficio ai poveri.

La vita delle piccole iniziative imprenditoriali e di chi ha un’attività commerciale informale in Sudafrica è stata distrutta dal Campionato del mondo. Se non ci è concesso di vendere vicino agli stadi e nelle altre aree turistiche, quale beneficio trarremo dal turismo? Siamo stati sfrattati dal Green Point e spostati in zone meno vantaggiose, per Fifa Fan Park. Ci hanno sfrattato dalla stazione di Cape Town per poter rinnovare la stazione ferroviaria per i turisti e anche il Mitchell’s Plain è stato sgomberato per realizzare il Town Centre, un centro commerciale di prima classe per i visitatori del Campionato del Mondo. Tutti questi sgomberi sono stati eseguiti per effetto di una nuova normativa oppressiva emanata lo scorso anno.

I poveri non sono solo costretti a lasciare gli spazi commerciali del Campionato del Mondo; veniamo sfrattati dalle nostre stesse abitazioni. A Woodstock, Salt River e Gugulethy, gli imponenti progetti di trasformazione dei quartieri popolari in zone residenziali di lusso, per far fronte alle esigenze alberghiere della Coppa del Mondo, hanno  avuto una ricaduta su migliaia di persone residenti. A Joe Slovo il governo ha sgomberato 2.000 residenti, per scaricarli nelle zone di ricollocazione temporanee di Tsunami e Thubelisha a Delft. Hanno cercato di sfrattare altri 10.000 residenti di Joe Slovo e così nasconderli dalla vista per chi transita sull’autostrada N2, come parte delle operazioni legate ad una Coppa del Mondo fondata sull’ipocrisia e sulla vanità.  Fortunatamente, però, i residenti di Joe Slovo hanno inviato migliaia di persone in strada a protestare e alla fine il governo vi ha rinunciato. Proprio l’altro giorno a Greenpoint, vicino al Somerset Hospital e al nuovo stadio, 150 residenti poveri sono stati sfrattati senza alcuna alternativa. Forse finiranno a Blikkiesdorp, dove la municipalità ha intenzione di abbandonare tutti i poveri di Cape Town.

Queste non sono che alcune delle ingiustizie che le nostre comunità subiscono ogni singolo giorno.

Se qualcuno dubita ancora se per i poveri del Sudafrica ci sia democrazia, speriamo che le nostre parole e le nostre esperienze convincano gli europei del contrario.
Potere ai poveri!

[traduzione di Graziella Perin]

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